Domani 24 maggio appuntamento all’Acquario Romano per parlare di FabLab, di maker e di spazi per i maker. In questo evento organizzato da Massimo Banzi e Riccardo Luna sarà ospite d’onore Neil Gershenfeld, fondatore del Center for Bits and Atoms (MIT). Un altro passo verso la Maker Faire…
11 maggio: convegno MAKEyouRfuture a Faenza
Sabato 11 maggio mi troverete all’ISIA di Faenza per il convegno MAKEyouRfuture dedicato ai maker, organizzato dall’istituto in collaborazione con il team di Wasp. Attraverso le storie dei tanti amici lì presenti si parlerà di artigianato digitale, stampa 3D, fabbricazione personale e… beh insomma, avete capito: appuntamento a Faenza!

6-8 maggio: Workshop sulla stampa 3D presso il Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste
La prossima settimana sarò in trasferta a Trieste per il primo workshop internazionale in tema di “Low-cost 3D printing for Science, Education and Sustainable Development” che si terrà presso l’International Centre for Theoretical Physics.
Il programma, che si articola in tre giorni, è particolarmente denso. In particolare trovo molto interessante il fatto che per la prima volta si parli estensivamente delle applicazioni delle tecnologie di stampa a basso costo: come dice il titolo, si parlerà degli usi connessi alla divulgazione scientifica, all’educazione e allo sviluppo sostenibile (quest’ultimo ambito si inserisce nelle numerose attività che l’ICTP sostenuto dall’UNESCO svolge con riferimento ai paesi in via di sviluppo) con numerosi relatori di alto profilo.
In preparazione dell’evento è stato pubblicato un libro che si può scaricare gratuitamente via Internet, e dove si trova anche un mio contributo:

Ringrazio gli organizzatori del workshop e curatori della pubblicazione, Enrique Canessa, Carlo Fonda e Marco Zennaro, per l’invito. Non vedo l’ora di seguire gli altri interventi che si preannunciano molto interessanti!
Marco Borgna ha realizzato questo bel resoconto del workshop che ho tenuto insieme ai fratelli Prusa in quel di Torino, nella sede di Officine Arduino e del Fablab Torino. Gran divertimento, dieci i3 assemblate e tanto chinotto!
16-17 febbraio: Workshop a Torino presso Fablab/Officine Arduino
Nella cornice del FablabTorino/Officine Arduino, Josef Prusa ed io terremo un workshop di due giorni dedicato alla stampa 3D. Nel primo giorno i partecipanti assembleranno le proprie stampanti i3 ed il secondo giorno impareranno ad usarle con approfondimenti su Slic3r e sulle problematiche relative alla qualità di stampa.
Il prezzo è particolarmente conveniente perché ci si porta a casa una stampante assemblata, funzionante, e due giorni di corso. In alternativa è possibile partecipare solo come spettatori.
Tutte le informazioni nel sito del FablabTorino, dove si può anche prenotare direttamente.

(Se vi state chiedendo cosa sia quel bel filamento rosso nella foto, è il Bloodycarbonate che Josef metterà in vendita a breve: un policarbonato… sanguigno!)
Piani riscaldati 10x10cm per la mini i3.
Sul numero 5 di Panorama si parla di stampa 3D. Ho anche io il mio trafiletto, insieme agli amici di Kentstrapper, Wasproject, D-Shape e Sharebot. Veder parlare di Slic3r su Panorama è… insolito!
Anonimo ha chiesto: Ciao, sono (di nuovo) Davide, congratulazioni per la nuova nata. Fai giustamente notare che è rischioso stampare oggetti grandi perchè nel tempo impiegato può succedere di tutto. Ti chiedo: qual'è il "collo di bottiglia" che non permette di accelerare il processo ? E' perchè se si accelerasse si depositerebbero layers fusi "di fresco" su layer ancora troppo "plastici" e deformabili ? E a cosa serve la ventola per PC che si vede su alcuni estrusori ? Raffredda le parti estruse ? Grazie mille Ciao
Nella gran parte dei casi la velocità di stampa è limitata dalla meccanica (cinghie, masse, motori) che impone di porre un tetto alle accelerazioni - e questo ovviamente a sua volta limita le velocità massime sviluppabili nelle brevi distanze di una stampante. Poi c’è anche un limite legato alla portata di materiale che gli estrusori sono in grado di produrre (calore/geometria del condotto/grip del meccanismo di trascinamento). E, per completezza, c’è anche un limite di clock dell’elettronica nella generazione dei necessari impulsi per i motori. Ma il limite principale, ripeto, è meccanico: le cinghie sono un po’ elastiche e il sistema entra facilmente in risonanza con alte accelerazioni.
Anche il raffreddamento del materiale stampato in effetti pone dei limiti di velocità, e dici bene: lo strato inferiore deve essersi solidificato quando l’estrusore torna a depositarci lo strato superiore, altrimenti si deformerà per la pressione con conseguenze a catena. La ventola che spesso si installa ha proprio la funzione di raffreddare il materiale stampato: la sua intensità è controllata dinamicamente da Slic3r che decide quanta aria mandare. (Da non confondere con la ventolina che spesso si mette per raffreddare il condotto dell’estrusore: quella serve solo per evitare intasamenti.)